venerdì 5 settembre 2014

MISADVENTURES: MUOIO DITO-LORE



Messaggio importante dell'autrice:
"questo post è dedicato a tutte le dita dei piedi, morte accidentalmente negli spigoli delle porte, dei letti, delle porte, o schiacciati senza pietá da un tacco a spillo o da scarponi più pesanti che un big mac per colazione, ma soprattutto è dedicato a te: mio caro mignolo che non mi hai mai lasciato sola e che hai perso l'allegria e innocenza tipica della gioventú quella mattina nell'isola con disturbi di personalità"


È stata questione di secondi: eravamo appena entrati nel recinto del tempio Ulu Watu di Bali. Era mattima presto ed eravamo i primi turisti del giorno: il parking era deserto.

La situazione era ottima: 4 parcheggi liberi, facili, belli e pacifici... ce n'era solo uno con un blocco di cemento grande e grosso che sembrava gritare "non avvicinartiiii!" 


Rober che aveva analizzato rapidamente la scena si dirige verso il parking prescelto... Avete indovinato quale vero?
(*Sì, effettivamente anche io inizio a chiedermi se per caso il mio moroso intenta uccidermi, ma... diamogli fiducia!*)

La cosa più bella, magnifica direi, è che non aveva visto il blocco di cemento (*o questo è quel che dice*), fino a che il mio grido spaventò tutte le scimmie che stavano ammirando incredule la scena e il mio dito, poco a poco, lasciava la sembianza "letiziana" per assomogliare sempre piú a un dito dei Flinstones, di Bigfoot (*sara non preoccuparti che non racconterò di quella volta che avevi un wurstel al posto del dito*), di Frodo (*fortunatamente senza peli*)


In quel momento credevo di morire di dolore, anzi ditolore. 
(mai battuta più brutta fu scritta nella storia dei blog italiani, scusate.)

L'unica scarpa che mi sarebbe andata bene...

All'inizio fu durissimo: pensavamo che il mignolo si volesse suicidare... il colpo fu micidiale, ma fu l'impatto psicologico ad essere devastatore: mignolo capì che la vita può spezzarsi da un momento all'altro, e le sue preoccupazioni smisero di essere "che smalto mi metto oggi?" e passò a chiedersi "qual è il senso della vita?". 

Fortunatamente, grazie alla sua guida spirituale e alle attenzioni che la sottoscritta gli ha dato (spa inclusi) tutto finì bene e mignolo visse felice e contento.



E non montò più in moto con Rober per un bel pezzo e quando lo fece... indossò il casco!

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