lunedì 18 gennaio 2016

PIOVE A SOFIA




GIALLO, GRIGIO, AZZURRO, ROSSO, VERDE, MARRONE

Il tram giallo scivola sulle rotaie bagnate da una pioggerellina fastidiosa. E noi senza ombrello. Il cielo è grigio e non sembra voler diventare azzurro, noi cerchiamo il nostro hotel tutto rosso. Arriviamo e la nostra stanza non c’è più. Aspettiamo e alla fine ce ne danno un’altra. Rossa. Ha una finestra grande, piena di riflessi di alberi verdi e una scrivania di legno marrone. Le pareti bianche. Il cielo grigio.
Qua viveva uno scultore, adesso è rimasto il suo spirito. O questo ci raccontano ed io mi cago sotto. Secondo me anche Rober. Ma la finestra piena di riflessi di alberi verdi mi piace e la scrivania anche.


DOBRO UTRO SOFIA

добро утро = dobro utro. L’alfabeto cirillico risulta più facile di quello che sembra... *se lo studi un po’ prima di incrociarti con lui, bello di mamma, sennó non capirai nulla*.


La prima impressione di Sofia è buona, forse perché tutti ce la sconsigliavano: "è brutta, è fredda, non c’è nulla, è sovietica, è diversa, è est". A noi è piaciuta.




La capitale della Bulgaria nasce ai piedi del monte Vitosha e possiede quell’aria sfacciata che solo le città che hanno vissuto e resitito al comunismo possono avere.

È vero che al primo sguardo Sofia non innamora: i titanici blocchi di cemento che si susseguono uno dopo l’altro e che risultano essere case non aiutano di certo all’innamoramento ma per fortuna, sua e del turista, Sofia non è solo color grigio sovietico. Per scoprirlo devi solo uscire dal tipico circuito turistico e perderti per i suoi diversi quartieri. Ti aspettano case piene di graffiti colorati, giardini secreti e un’anima underground più viva che mai. Fa lo stesso che il cielo sia ancora color grigio sovietico, Sofia ha un’anima color arcobaleno.





BOHEMIAN. UNDERGROUND. MA SOPRATTUTTO EST.

A Sofia è impossibile non sentirsi nell’est. Lo è molto più di Praga o Budapest. Lo noti nel momento stesso in cui metti piede nelle sue strade, te lo raccontano le lettere cirilliche, le cupole della cattedrale Alexander Nevsky, la maniera di parlare dei suoi abitanti, il sapore dolce del baklava, i nomi, le strade, gli sguardi, le partite di scacchi davanti all’Opera, le moschee turche, le chiese ortodosse russe, le sinagoghe ebraiche, i mercati di frutta e verdura o quelli improvvisati, dove le vecchiette vendono mutande e icone religiose, tutto mescolato. Sofia è l’est.







 E intanto piove, ma il cielo adesso non sembra nemmeno grigio.


1 commento:

  1. Bella questa anima a colori di Sofia!!
    E bello anche il fatto di "sentirsi all'est". Praga e Budapest (Praga, soprattutto) negli ultimi anni sono diventate parecchio turistiche e secondo me hanno perso un po' di questa loro "anima". Quindi bello che invece lì ci sia ancora...

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